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Non gettate cadaveri dal finestrino
di
Gero
Mannella
Libro particolare, direi unico nel suo genere, capace di stupire, quanto
più trasportare il lettore in un labirinto misto di immaginazione,
irrealtà e incredulità mentale.
Eventi strani e oltre la semplice e comune fantasia si snodano
attraverso il racconto di cinque mini-casi dell'ispettore Liberovici: da
manifesti cercasi-Morte, bizzarri barbecue in sala operatoria a
miniaturisti stravaganti che incidono nomi di persone su chicchi di riso
e mitocondri, da Amnestey International che distribuisce collane-garrote
a multe di 19,50 euro per il primo cadavere (10 euro aggiuntivi per il
secondo) gettato dai finestrini del treno.
Racconti, al limite tra il non-sense e l'impossibile, giocano a sfavore
della razionalità, ed il lettore non può fare a meno di adeguarsi.
Linguaggio articolato, ricco e brioso, esasperatamente esaurito di
termini narcisistici, secondari al nostro linguaggio, ma che completano
al meglio l'immagine da mandare al lettore e occupano con discrezione il
loro posto nella frase.
Il protagonista ad intervalli, l'ispettore Liberovici, presenta un
carattere ben lontano ed inadeguato al ruolo che veste, e per questo
anch'egli, insieme all'intero svolgersi degli eventi, assume i tratti
tipici della parodia.
Leggere questo libro potrebbe essere un'esperienza singolare, come del
resto lo sono tutti i componenti e gli aspetti di esso.
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